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« Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.

Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee. »

(George Bernard Shaw)

martedì 31 maggio 2011

Schiacciata toscana

Stasera sono tornata dal lavoro particolarmente stanca di testa ... mi sentivo come se fossi appena scesa dal Tagadà.
Per rilassarmi un po' ho iniziato a pasticciare in cucina e quasi in automatico ho iniziato a fare il pane, secondo la mia solita ricetta ma sostituendo metà della farina con farina ai 5 cereali. 
Ecco qua il risultato


Non l'abbiamo ancora assaggiato, ma si presenta bene, no? Queste picce si conservano anche per 4-5 giorni, per questo in genere lo faccio nel weekend e poi lo mangiamo per tutta la settimana.

Visto che il pane utilizza solo metà cubo di lievito, con l'altra metà ho pensato di fare la schiacciata. Dopo aver scartabellato nel web e confrontato varie ricette, ne ho utilizzata una che ha praticamente le stesse proporzioni degli ingredienti del pane, con soltanto meno acqua (meno di metà), poi ovviamente la lavorazione successiva è diversa. 



Riporto la ricetta che ho usato.

SCHIACCIATA TOSCANA

Ingredienti
450 gr. farina (50% manitoba)
1/2 cubetto di lievito di birra
250 ml acqua tiepida
1 cucchiaino e mezzo di sale

Esecuzione

Liquefare il lievito in una ciotolina con un cucchiaino di zucchero.
Unirlo in un recipiente capiente alla farina e al sale. Iniziare a impastare piano con le fruste elettriche.
Aggiungere man mano l'acqua. Alla fine l'impasto tende un pochino a sbriciolarsi, ma completando la lavorazione con le mani è possibile fargli incorporare l'ultima farina senza aggiungere acqua ulteriormente.

Ricoprire di farina e mettere al caldo a lievitare per almeno un'ora, meglio 90 minuti.

Stendere con le mani la pasta in una teglia 25 X 37 circa rivestita di carta forno oliata leggermente.
DOpo 15 minuti, girare la pasta sottosopra, aggiustare la forma con le dita, provocando i buchi che rimarranno in superficie sulla schiacciata. Oliare di nuovo e spennellare bene. Se si desidera una schiacciata morbida spennellare anche con 3 cucchiai d'acqua (io non l'ho fatto) .

Cospargere di grani di sale grosso e infornare a 250° per una quindicina di minuti, poi portare a 180-200° per altri 15 tenendo d'occhio il colore ed eventualmente testando la cottura con uno stuzzicadenti,
GNAM...!!!


UPDATE: Lasciandola lievitare di più (quella della  foto sotto 6 ore) viene più alta e soffice, ottima per farsi un 5e5 con la Torta di ceci!


domenica 29 maggio 2011

Rotolo alle fragole

Le fragole mi piacciono proprio tanto. 
Le mangio a pezzetti, condite con limone e zucchero e le trovo irresistibili. 

Ieri mi sono lasciata prendere la mano e ho comprato ben un Kg di fragole mature e profumatisime, quindi ho pensato ad un modo alternativo per prepararle.

Navigando qua e là mi sono imbattuta in una ricetta di Sara che mi ha solleticata, così l'ho modificata leggermente e ho preparato un dessert leggero, fresco e colorato: il Rotolo alle fragole.

Non nascondo che ho avuto qualche difficoltà ad arrotolare il tutto, con il ripieno che strabuzzava fuori, ma il risultato è comunque degno di nota.
Ecco il mio rotolo



ROTOLO ALLE FRAGOLE

Ingredienti per la pasta biscotto

4 uova
60 gr di farina
60 gr di maizena o fecola di patate
100 gr di zucchero
una fialetta di aroma al limone
mezza bustina di lievito

Per la farcitura
fragole mature lavate e spezzettate (circa 300 gr)
marmellata di fragole (facoltativa, io non l'avevo e non l'ho messa)

Per la bagna
mezzo bicchiere di latte 
(facoltativo) qualche cucchiaio di liquore (io alchermes)

Esecuzione

Separare i tuorli dagli albumi e  montare questi ultimi a neve ferma, aggiungendo alla fine metà dello zucchero.
Montare i tuorli con l'altra metà dello zucchero, finché non diventano chiarissimi.
Continuando a  mescolare con le fruste elettriche, unire gradatamente la farina, la fecola, il lievito e l'aroma di limone.
Con un mestolo unire anche le chiare a neve, mescolando dal basso verso l'alto per non smontarle.

Versare il compasto in una leccarda rivestita di carta forno  e infornare a 180° per 12 minuti circa.
Capovolgere subitola pasta su un altro pezzo di carta forno e arrotolarlo dal lato più corto. 
Mentre raffredda, lavare scolare e spezzettare le fragole e preparare la crema pasticcera.

Srotolare la pasta, bagnarla col latte (eventualmente mescolato al liquore), stendere un velo di marmellata, quindi la crema pasticcera e i pezzetti di fragola. Cercate di non esagerare con la farcitura, o scapperà tutta fuori durante la confezione

A questo punto farsi coraggio e arrotolate di nuovo dal lato più corto, incartare in un foglio di carta forno e mettete in frigo almeno per un'ora.

Togliere la carta forno, spolverizzare con zucchero a velo e servire.



giovedì 26 maggio 2011

Torta Paradiso con crema Rocher

Oggi era il compleanno della mia collega e amica Valentina così siamo andate a pranzo "fuori", in una trattoria vicino alla darsena, dove cucinano tutto a base di pesce. 
E' un posto spartano, frequentato dai camionisti e altri lavoratori, come noi del resto, ma è comodo da raggiungere dal nostro posto di lavoro e si mangia veramente bene. Purtroppo oggi il mio adorato Pesto di Mare non era nel menù, così abbiamo preso tutti una carbonara di  mare e il fritto misto. Tornati al lavoro e digerito un po', abbiamo fatto merenda con la torta che ho costruito ieri notte.

Vale aveva chiesto una torta bianca, tipo margherita, farcita al cacao.
Ho preparato una torta Paradiso con la ricetta di giallozafferano, farcita con crema Rocher e ricoperta di Pasta di Zucchero.

Riporto la ricetta, per mia comodità futura:
TORTA PARADISO

Ingredienti

300 gr. burro (io circa 250 gr di margarina, non ne avevo altra in casa)
150 gr farina Manitoba
150 gr. Fecola di patate
300 gr. zucchero
8 tuorli e 4 albumi (io ne ho messi 5)
1 bustina di  lievito
aroma alla vaniglia o al limone (io non l'ho messo, con la farcitura non si sarebbe sentito)

Esecuzione
Frullare col lo sbattitore elettrico metà zucchero col burro passato nel microonde.
Aggiungere gli 8 tuorli e montare benissimo e a lungo.
Aggiungere la farina, la fecola, il lievito e l'aroma se usato.
A parte montare i 4 albumi a neve fermissima e aggiungere lo zucchero rimasto.
Incorporare gli albumi all'impasto mescolando dal basso verso l'alto.
Versare in una tortiera da 26 cm di diametro e infornare a 180° per quasi un'ora (dopo 40 minuti iniziare a controllare con lo stuzzicadenti).

Sono rimasta piacevolmente stupita dalla lievitazione perfetta e dall'altezza raggiunta dalla torta (desideravo fare due strati di farcitura, quindi avevo bisogno che venisse alta, per questo ho messo un albume in più)

Mentre la torta si raffreddava, ho preparato la farcitura di crema Rocher con
CREMA ROCHER

400 gr di Nutella
200 ml panna da cucina
mezza confezione di wafer sbriciolati (io l'ho messa quasi tutta ma in effetti era un po'  troppo)
Nocciole tritate

Mettere tutti gli ingredienti in una ciotola e mescolare bene


Una volta farcita la torta, l'ho voluta ricoprire con la PDZ .. e qui sono iniziati i dolori. Erano già le 22.30 e non me la sono sentita di preparare la pasta di tanti colori per fare una decorazione a base di coccinelle come avevo progettato. 

Ho deciso di fare una base bianca con decori rossi (cioè: il colorante è rosso, il risultato è rosa ....). 
Purtroppo, cercando di tirare la sfoglia bianca finissima, ne ho provocato la rottura in fase di copertura torta ... ho dovuto tappare i buchi con i fiori della decorazione ... il tutto è venuto un po' sbilenco, non sono molto soddisfatta dell'estetica, sinceramente, però il sapore era molto buono, la festeggiata mi è sembrata contenta e quindi non mi scoraggio. Ad Maiora!

sabato 21 maggio 2011

Marina



Questo libro mi è piaciuto moltissimo. Lo reputo leggermente inferiore all'Ombra del vento, che ha una trama più consistente, ma migliore del Gioco dell'angelo, che non mi aveva colpito particolarmente, fatto salvo il modo di scrivere di Zafòn che per me è ipnotico.
Marina è una storia ricca di mistero, magia, un pizzico di horror e allo stesso tempo malinconica e romantica. Ho percepito il racconto come leggermente evanescente (gli zombie forse forse poteva risparmiarseli *__* ) ma comunque avvincente. Adoro la scrittura di Zafòn ♥!

domenica 15 maggio 2011

Camille



Sto facendo merenda ... volete favorire? Abbiamo il mio immancabile adorato tè (oggi LemonHoney  di Altromercato) e dei muffin alla carota autoprodotti (simil Camille del MulinoBianco) che sono venuti veramente bene e di cui quindi riporto la ricetta, che ho ricavato prendendo spunti un po' qua un po' là nel web.
CAMILLE

Ingredienti
300 gr. farina
170 gr zucchero
2 uova
200 gr. carote frullate nel mixer
80 gr. mandorle frullate nel mixer
100 gr. olio di semi
100 ml spremuta di arancia
1 bustina lievito
1 fialetta aroma vaniglia
un pizzico di sale


Mettere in una ciotola le uova, lo zucchero e il pizzico di sale e montare bene il composto finché diventa chiaro e spumoso.

Aggiungere le carote frullate, le mandorle polverizzate, l'olio  e la fialetta alla vaniglia. 

Continuando a frullare aggiungere la farina mescolata col lievito e infine il succo d'arancia.

Mettere il composto nei pirottini, riempiendoli fino a 2/3 dell'altezza e infornare a 170° per 20 minuti.

Sono sofficissimi e con queste dosi me ne sono venuti 28.


mercoledì 4 maggio 2011

La ragazza di giada





Riporto la recensione che ho scritto per questo libro su Anobii.

Ho comprato questo libro perchè mi avevano prestato  "Fiore di neve e il ventaglio segreto", della stessa autrice, e ne ero rimasta affascinata.
Benchè la cultura orientale in generale e cinese in particolare non mi interessino particolarmente, e men che meno la loro storia, sono rimasta cosi coinvolta da "Fiore di neve" e così piacevolmente colpita dallo stile di narrazione da voler leggere tutti i romanzi di Lisa See, una americana di origini cinesi alla riscoperta delle sue radici.

Inizialmente ho trovato la trama piuttosto deludente rispetto all'altro romanzo: la protagonista muore quasi subito e diventa uno spettro ... mica avevo voglia di leggere una storia di fantasmi, volevo un romanzo storico!!! Invece mi sbagliavo moltissimo. Forse è davvero un po' meno avvincente di "Fiore di neve", ma adesso che ho terminato la lettura, capisco che lo completa e ne allarga il significato. Non a livello di trama (i due libri sono per quello completamente slegati), ma per quanto riguarda l'analisi della coscienza sociale cinese del passato.
"Fiore di neve" parla dell'amore e della solidarietà fra donne, che si univano per difendersi dal maschilismo maschile, che si ribellavano nel loro piccolo, che si organizzavano con i mezzi che avevano per conservare la dignità in un mondo che le voleva meno importanti degli oggetti. Ciò rimane però ad un livello intimo e privato.
Ne "La ragazza di Giada" questo argomento è ripreso e ampliato nel racconto di un periodo storico (veramente esistito e documentato) in cui le donne, approfittando di un momento di smarrimento degli uomini che avevano "allentato le catene" furono in grado di uscire dall'isolamento e dimostrarsi abilissime nelle arti, soprattutto nella scrittura (che si riteneva prerogativa maschile). Ci fu una presa di coscienza comune delle donne, un'unione spirituale a livello nazionale, impastata nell'arte e nella vita sociale che avrebbe portato lontano se gli uomini, spaventati, non l'avessero poi repressa.
Tutto ciò è molto ben raccontato attraverso le vicissitudini dei protagonisti, insieme ai drammi personali, alle antiche tradizioni, ai riti propiziatori, alla medicina cinese del tempo, ai costumi in voga.
C'è davvero un po' di tutto in questo bel romanzo, di cui consiglio vivamente la lettura.
A me fa particolarmente piacere che l'autrice alla fine spieghi esattamente cosa è documentato storicamente e cosa è invece inventato nel romanzo. Un atto di onestà, che permette di capire chiaramente lo spirito del libro.



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