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« Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.

Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee. »

(George Bernard Shaw)

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martedì 11 febbraio 2014

Tortilla chips

Ecco la ricetta dei tortilla chips, croccanti stuzzichini al sapore di mais.



Il sale nell'impasto li rende già salati, non occorre aggiungerne ancora alla fine.

Nella ricetta originale erano previsti anche un cucchiaino di pepe nero e uno di paprika, ma dopo averla provata, sono risultati immangiabili per la troppa piccantezza, pertanto, volendole mettere, le dosi vanno drasticamente ridotte, tuttavia io  li ho rifatti omettendo completamente le spezie e sono venuti ottimi ugualmente.


Ingredienti

50 gr.  farina
50 gr. farina di mais
80 gr. acqua
2 cucchiai olio extravergine d'oliva
un cucchiaino di sale
facoltativi: pepe nero e paprika

Esecuzione

In una ciotole resistente al calore, mescolare le due farine e il sale.

Intanto portare ad ebollizione l'acqua mescolata con l'olio e versarli bollenti nella ciotola degli ingredienti secchi.

Mescolare subito bene con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un panetto, poi lasciar raffreddare.

Stendere la pasta su un piano infarinato, rendendola più fine possibile.

Tagliare delle strisce e, quindi, dei triangolini.


Disporli su una placca rivestita di carta forno e infornarli per 10' a 200° (io ventilato) finché diventano dorati


Con le dosi indicate ne vengono una ventina, per cui io ho fatto dose doppia. 

Questa ricetta è tratta da un libro molto bello che ho appena comprato, questo (click per la scheda di Anobii) :


Più riguardo a Regali golosi

Io non compro MAI libri di cucina, perché lo ritengo uno spreco di soldi, con tutto il materiale che Internet mette a disposizione, parte del quale anche di qualità, tuttavia ho fatto un'eccezione e ne sono felice: questo libro è fatto veramente bene!

Le ricette, numerosissime, sono sfiziose ma semplici da fare, con pochi passaggi.  
Ognuna contiene pochi ingredienti di cui al massimo uno "strano" (ma comunque reperibile piuttosto facilmente in supermercati, drogherie, negozi equo solidali, ecc.) in modo da non scoraggiarsi per l'eccessiva "esoticità" ma anzi, essere tentati di provare un sapore nuovo.

Voglio dire: se vuoi fare i biscotti al cardamomo, il cardamomo devi trovarlo, però il resto degli ingredienti sono in dispensa, per cui pensi "Chissà di cosa sa il cardamomo? Quasi quasi vedo di trovarlo, così provo questi biscottini!"  

Le fotografie sono molto belle ed invitanti, sebbene un po' ripetitive nello stile.
Interessante il taglio dato al libro: sono ricette di qualcosa da poter regalare, quindi biscottini dolci o salati, ma anche conserve, olii aromatizzati, condimenti, liquori fatti in casa.

Come piccolo valore aggiunto ci sono anche foto di idee di confezionamento: scatoline, bustine, lattine, bottigliette, barattolini con etichette, fiocchini, cordini, nastrini ...  niente di straordinario ma qualche idea utile e sfiziosa si.
Sono davvero entusiasta di questo libro, ho una mezza idea di dare un occhio anche agli altri di questa autrice.



giovedì 16 febbraio 2012

Le scarpe rosse



Il titolo, diciamocelo francamente, non fa niente per questo libro. La copertina neppure.
Se uno non sa che è il seguito di Chocolate e se lo trova davanti in libreria lo ignora oppure lo scambia per un horror e magari lo disdegna e .... non sa cosa si perde! 

Ebbene si, questo Lollipop Shoes (titolo originale intraducibile) è veramente bello. Se avete amato il profumo di cannella, le mani sporche di cioccolata, le mille praline voluttuose , la polvere del cacao che si insinua nelle narici ogni volta che girate le pagine di Chocolate, questo libro non vi deluderà.

Lo stile è sempre quello: tre persone si alternano nel raccontare, una bambina cresce, Anouk affronta il mondo, divisa fra la voglia di far parte di un gruppo ed essere accettata e quella di non uniformarsi, Vianne fa i conti col suo passato che ritorna prepotente e rischia di rovinare il suo futuro, un'altra donna si insinua nelle loro vite, la chocolaterie riprende vita e trasforma quelle dei suoi avventori, due streghe si affrontano, le arti magiche si scontrano, l'atmosfera è pervasa dal profumo del cioccolato.


Mi ha deluso solo un pochettino il finale, si sgonfia un po' come un dolce tirato fuori dal forno, per rimanere in tema culinario, mentre dall'aumentare della tensione ci si aspetterebbe un finale col bòtto, ma tutto sommato va bene così.
La vera magia di questi libri è la polvere di cacao che trasuda dalle pagine, il profumo del cioccolato che si propaga di capitolo in capitolo,le ricette, i cioccolatini, i sapori e le consistenza così ben descritti ... e si sogna con Vianne ed Anouk e l'immancabile tazza di cioccolato (con cannella e un pizzico di peperoncino, of course!) 

E sullo sfondo, MontMartre. La parte forse più romantica di Parigi, dove tutto può succedere, anche di innamorrsi ancora.

sabato 31 dicembre 2011

Happy New ... Book!

Ultimo dell'anno, tempo di tirare le somme.
Niente di pesante, tranquilli! Voglio solo condividere le mie letture di quest'anno, magari qualcuno può trovarci degli spunti piacevoli!
Il 2011 è stato molto prolifico da questo punto di vista, ho letto 51 libri, praticamente una media di uno a settimana.

Li scrivo in ordine di lettura, con accanto la mia valutazione, quella di Anobi da 1 (pessimo) a 5 (bellissimo) stelline

Il ritratto di Dorian Gray (Oscar Wilde) 2/5
L'oro dell'Inca (Clive Cussler) 3/5
La tredicesima storia (Diane Setterfield) 4/5
Chocolat (Joanne Harris) 4/5
Oscar e la dama in rosa (Eric-Emmanuel Schmitt) 5/5
Biscotti e sospetti (Stefania Bertola) 4/5
A neve ferma (Stefania Bertola) 4/5
Wesley il gufo (Stacey O'Neil) 3/5
Novecento (Alessandro Baricco)  3/5
Vittoriosa o vinta? (Grazia Lobetti Bodoni) 4/5
Northanger Abbey (Jane Austen) 4/5
Sly (Banana Yoshimoto) 3/5
Alice nel paese delle meraviglie (Lewis Carroll) 3/5
Amabili resti (Alice Sebold) 5/5
Viaggio attraverso lo specchio (Lewiss Carroll) 1/5
Persuasione (Jane Austen) 5/5
La gatta che amava le acciughe (Detlef Bluhm) 3/5
Rivergination (Luciana Littizzetto) 3/5
La classe fa la ola mentre spiego (John Beer) 3/5
La soavissima discordia dell'amore (Stefania Bertola) 3/5
La ragazza di giada (Lisa See) 4/5
Io speriamo che me la cavo (Marcello d'Orta) 4/5
I dolori del giovane Walter (Luciana Littizzetto) 3/5
Mai come mia madre e altre cose che ho imparato da lei (Ruth Reichl) 3/5
Un matrimonio perfetto (Winifred Wolfe) 5/5
Marina (Carlos Luiz Zafon) 5/5
Gli uomini vengono da MArte, le donne da Venere (John Gray) 4/5
Orgoglio e pregiudizio (Jane Austen) 5/5
Harry Potter e lapietra filosofale (J.K. Rowling) 5/5
Lucertola (Banana Yoshimoto) 1/5
Harry Potter e la camera dei segreti (J.K.Rowling) 5/5
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (J.K.Rowling) 5/5
Di matrigna ce n'è una sola (Rossella Calabrò) 2/5
Cosìin terra, come in cielo (Andrea Gallo) 4/5
Harry Potter e il calice di fuoco (J.K.Rowling) 5/5
Harry Potter e l'Ordine della Fenice (J.K.Rowling) 5/5
Per orgoglio o per amore (Pamela Aidan) 4/5
Si sta facendo sempre più tardi (Antonio Tabucchi) 1/5
Tra dovere e desiderio (Pamela Aidan ) 3/5
Harry Potter e il principe mezzosangue (J.K. Rowling) 5/5
Harry Potter e i doni della morte (J.K.Rowling) 5/5
Venuto al mondo (Margaret Mazzantini) 5/5
Quello che resta (Pamela Aidan) 4/5
Ti ho sposato per allegria (Natalia Ginzburg) 1/5
Se mi lasci fa male (Stefania Bertola) 3/5
Sono venuto per servire (Andrea Gallo) 4/5
Le ragazze di Shanghai (Lisa See) 4/5
Ne parliamo a cena (Stefania Bertola) 3/5
Aspirapolvere di stelle (Stefania Bertola) 5/5
Una donna non dimentica (Sidney Sheldon) 3/5
Papaveri e papere (Antonio Caprarica) 4/5

Trovate una recensione per ognuno nella mia biblioteca di anobii, qua.

C'è da dire che quest'anno ho fatto acquisti pazzi su Amazon.it, almeno finché quella legge idiota non gli ha impedito di continuare di fare sconti fino al 40%.

Inoltre, ho scoperto gli ebook, e gli ebook reader ... che Babbo Natale ha provveduto a recapitare visto che sono stata buonissima tutto l'anno.

Il Sony PRS-T1
E' bellissimo da vedere e comodissimo da usare! Può contenere fino a 1200 libri, è leggero, touch screen, WiFi  e le pagine sono nitidissime. Sono al settimo cielo!!
Con questo spottino pubblicitario vi saluto e vi auguro ogni bene per questo 2012 che sta arrivando!


domenica 16 ottobre 2011

Per orgoglio o per amore - Tra dovere e desiderio - Quello che resta

Premetto subito che detesto cordialmente i libri che pretendono di essere antefatti, integrazioni, continuazioni o essere anche solo lontani parenti di altri libri ben più famosi. In pratica, odio gli spin-off come genere e disprezzo i loro ben poco fantasiosi ma molto furbi autori.
Detto ciò, ho voluto provare a leggere questa trilogia, incuriosita e incoraggiata da recensioni di lettori che, par mio, dicevano di non apprezzare il genere eppure avevano trovato in questo caso una felice eccezione. 



Terminato il primo volume (divorato in meno di due giorni), potevo già accodarmi ai "piacevolmente sorpresi".
La trama scorre parallela a quella di Orgoglio e pregiudizio, la lettura è veloce e leggera, e il libro prende molto, fosse soltanto per le bellissime descrizioni di luoghi, personaggi e atmosfere regency ... così naturali che sembra di esserci! 

In pratica si tratta di rileggere l'intera storia così come l'ha vissuta Darcy, e il suo punto di vista è molto interessante. 
E' infatti assai raro in un romanzo d'amore trovarsi a vivere la storia con gliocchi del protagonista maschile. E' ancora più raro che un'autrice di spin off sia riuscita nell'intento rispettando fedelmente la natura  dei personaggi originali ... ammetto che da questo punto di vista questo romanzo è un capolavoro!



E passiamo secondo volume: "Tra dovere e desiderio".
Sinceramente mi sembra più scadente rispetto al primo: sottotono nella trama e sopra le righe negli avvenimenti e nelle ambientazioni gotiche.
Siccome in questo libro non compare mai Elizabeth Bennet perché viene coperto il periodo fra dicembre e aprile in cui i nostri due innamorati non si vedono, l'autrice ha inventato di sana pianta un'avventura thriller per Darcy e, secondo me, se lo poteva risparmiare.

Il libro è scorrevole e la trama infine abbastanza interessante, ma certamente è del tutto avulso da Orgoglio e pregiudizio. Si fa leggere, ma diviene un libro a sé, il protagonista è Darcy come poteva essere chiunque altro ...
sicuramente poteva essere omesso nella trilogia: è chiaramente messo lì per allungare il brodo, oltretutto con una virata "gotic thriller" piuttosto ridicola, insensata e senza consistenza rispetto al resto della storia. 


Il  terzo volume è "Quello che resta", e lo giudico molto bello. Molto aderente a Orgoglio e Pregiudizio e degna conclusione della trilogia.
Per fortuna questo terzo volume riprende in mano le fila del racconto principale, portandolo egregiamente a conclusione.
Nell'insieme un romanzo ben congegnato e ben scritto, nel pieno rispetto dello stile austeniano e dei caratteri che la zia Jane ha assegnato ai personaggi. E' vero che Elizabeth sta molto sullo sfondo, ma è il prezzo da pagare per far risaltare quel gran pezzo d'uomo di Darcy. Bellissima la trasformazione che quest'uomo compie per amore. 
Chi non vorrebbe un innamorato così?  


venerdì 23 settembre 2011

Venuto al mondo





Da poco ho finito di leggere questo romanzo, iniziato a marzo,  spesso interrotto e poi ripreso ad intervalli irregolari. 
La lettura è stata lentissima, impossibile calcolare quante volte sono stata tentata di abbandonarlo, ed ero pronta a scrivere commenti inveleniti sul successo dei best sellers "costruito a tavolino" e non guadagnato sul campo.

Ma ho tenuto duro ed ho terminato la lettura  delle oltre 500 pagine... e mi sono trovata ad attribuire a questo libro 5 stelle su 5 nell'indice di gradimento di Anobii.

Riporto qui la recensione che ho scritto, sono io la prima a meravigliarmi dell'effetto che mi ha fatto questo libro, ma adesso mi sento di consigliarlo a chiunque sia in cerca di una lettura consistente e significativa.

Sono molto disorientata nello scrivere la recensione per questo libro.
Desideravo leggerlo perché ne avevo sentito parlare bene e perché anni fa avevo letto "Il catino di zinco" della stessa autrice e mi era piaciuto molto.
Me lo hanno prestato e l'ho iniziato a leggere piena di entusiasmo che si è freddato quasi subito.
La prima metà abbondante è stata faticosissima da leggere, pensavo continuamente di abbandonarlo. Forse l'argomento non mi prendeva, anzi, mi irritava: le paranoie di una donna che non riesce a rimanere incinta e continua a macerarsi su questo problema per pagine e pagine,come se non ci fosse altro nella vita,  la strana relazione con uno scapestrato coinvolto a sua volta in questa ossessione, fino a spingersi in Ucraina a cercare un utero in affitto ... boh, a me sembrava (e sembra tuttora) tutto assolutamente morboso.

Poi la svolta: le ultime 150-200 pagine prendono ritmo (forse perchè incomincia veramente una storia, uno svolgersi di fatti), si fanno interessanti e, sinceramente, riscattano l'intero libro.
Tutta la narrazione acquista senso e spessore, i personaggi da insulsi diventano veri, drammatici, enigmatici.

Ottima l'ambientazione insolita, in una Sarajevo bombardata e violenta, le piccole storie degli abitanti, quelle vite così ben descritte nella loro dignitosa drammaticità.

Perfetto il finale a sorpresa, che avvince e fa riflettere. Fa rifletere molto. Sulla fissa iniziale della maternità, sul senso della maternità stessa, sul valore degli affetti, sui pregiudizi, sulle scelte di vita, sul razzismo, sulla vita di ognuno in cui fra vincere e perdere c'è un battito d'ali di farfalla. Ogni personaggio principale di questa storia è un perdente che si riscatta e vince qualcosa, ma pagando un prezzo altissimo.

Apprezzo la scrittura della Mazzantini, anche se purtroppo spesso molto prolissa, perché è capace di immagini graffianti e vere, anche se molto crude.

Si, alla fine sono contenta di aver tenuto duro e aver finito questo libro: lo giudico molto molto bello.

venerdì 5 agosto 2011

Un matrimonio perfetto

Da tanto tempo non pubblico qualche recensione, il che non significa che non stia leggendo, però! Anzi, il 2011 è molto proficuo per le mie letture: ho letto già 35 libri da gennaio ed ho una wish list pressoché infinita!
Al momento sto rileggendo tutti i sette capitoli di Harry Potter; avrei voluto riuscirci prima dell'uscita dell'ultimo film ma non ho fatto in tempo, ho iniziato troppo tardi e adesso sono appena al quinto.

Nel frattempo ho letto molti libri interessanti, iniziandone 3-4 contemporaneamente e portandoli avanti in parallelo, come mia abitudine , visto che ne ho uno da leggere a letto, uno da tenere in borsa per la pausa pranzo, uno poco impegnativo da "10 minuti di relax" e generalmente un mattone da portare avanti nei weekend!

Oggi voglio parlare di "Un matrimonio perfetto", di Winifred Wolfe.
L'ho conosciuto sbirciando fra gli scaffali dei miei vicini di Anobii  e mi avevano colpito le recensioni positive e divertite, sicché l'ho voluto leggere ed ora posso aggiungere la mia opinione, concorde alle altre.



E' una tipica commedia americana anni '50-60' (e infatti ne fu tratto un film con Sandra Dee).
Le prime dieci pagine mi avevano disorientata: sembrava veramente una stupidaggine di libro, invece poi i personaggi acquistano spessore e la storia ritmo.
Squisitamente americano e borghese, un pizzico snob, molto romantico ma mai melenso, è un libro che si divora avidamente perchè fa divertire con intelligenza. 
Se avete voglia di un libro fresco e divertente da portarvi sottol'ombrellone, procuratevi questo:non rimerrete delusi!

sabato 21 maggio 2011

Marina



Questo libro mi è piaciuto moltissimo. Lo reputo leggermente inferiore all'Ombra del vento, che ha una trama più consistente, ma migliore del Gioco dell'angelo, che non mi aveva colpito particolarmente, fatto salvo il modo di scrivere di Zafòn che per me è ipnotico.
Marina è una storia ricca di mistero, magia, un pizzico di horror e allo stesso tempo malinconica e romantica. Ho percepito il racconto come leggermente evanescente (gli zombie forse forse poteva risparmiarseli *__* ) ma comunque avvincente. Adoro la scrittura di Zafòn ♥!

mercoledì 4 maggio 2011

La ragazza di giada





Riporto la recensione che ho scritto per questo libro su Anobii.

Ho comprato questo libro perchè mi avevano prestato  "Fiore di neve e il ventaglio segreto", della stessa autrice, e ne ero rimasta affascinata.
Benchè la cultura orientale in generale e cinese in particolare non mi interessino particolarmente, e men che meno la loro storia, sono rimasta cosi coinvolta da "Fiore di neve" e così piacevolmente colpita dallo stile di narrazione da voler leggere tutti i romanzi di Lisa See, una americana di origini cinesi alla riscoperta delle sue radici.

Inizialmente ho trovato la trama piuttosto deludente rispetto all'altro romanzo: la protagonista muore quasi subito e diventa uno spettro ... mica avevo voglia di leggere una storia di fantasmi, volevo un romanzo storico!!! Invece mi sbagliavo moltissimo. Forse è davvero un po' meno avvincente di "Fiore di neve", ma adesso che ho terminato la lettura, capisco che lo completa e ne allarga il significato. Non a livello di trama (i due libri sono per quello completamente slegati), ma per quanto riguarda l'analisi della coscienza sociale cinese del passato.
"Fiore di neve" parla dell'amore e della solidarietà fra donne, che si univano per difendersi dal maschilismo maschile, che si ribellavano nel loro piccolo, che si organizzavano con i mezzi che avevano per conservare la dignità in un mondo che le voleva meno importanti degli oggetti. Ciò rimane però ad un livello intimo e privato.
Ne "La ragazza di Giada" questo argomento è ripreso e ampliato nel racconto di un periodo storico (veramente esistito e documentato) in cui le donne, approfittando di un momento di smarrimento degli uomini che avevano "allentato le catene" furono in grado di uscire dall'isolamento e dimostrarsi abilissime nelle arti, soprattutto nella scrittura (che si riteneva prerogativa maschile). Ci fu una presa di coscienza comune delle donne, un'unione spirituale a livello nazionale, impastata nell'arte e nella vita sociale che avrebbe portato lontano se gli uomini, spaventati, non l'avessero poi repressa.
Tutto ciò è molto ben raccontato attraverso le vicissitudini dei protagonisti, insieme ai drammi personali, alle antiche tradizioni, ai riti propiziatori, alla medicina cinese del tempo, ai costumi in voga.
C'è davvero un po' di tutto in questo bel romanzo, di cui consiglio vivamente la lettura.
A me fa particolarmente piacere che l'autrice alla fine spieghi esattamente cosa è documentato storicamente e cosa è invece inventato nel romanzo. Un atto di onestà, che permette di capire chiaramente lo spirito del libro.



martedì 19 aprile 2011

Vittoriosa o vinta?

 

Oggi parlerò di un libro che ho riletto recentemente, perchè avevo la sensazione che mi fosse piaciuto, ma di cui non ricordavo assolutamente la storia.
Si tratta di "Vittoriosa o vinta?" di Grazia Lobetti Bodoni, casa editrice Salani,  edizione nientepopodimenoche del 1947! Era certamente di mia nonna, che di questi romanzi rosa tanto lievi e delicati ne aveva a bizeffe.

La storia è comune a tutti i romanzi della serie "Biblioteca delle signorine" Salani, c'è ben poco da dire: un lui galantuomo e una nobile lei si conoscono e si piacciono ma dovranno affrontare diverse contrarietà (in primis la mancanza di soldi perchè lei è decaduta, lui economicamente rovinato ) prima di potersi sposare.

Un libro d'altri tempi, sicuramente affascinante e coinvolgente con le sue atmosfere retrò.
Lettura piacevole, anche se mi irritavano i continui riferimenti della protagonista nobile alla presunta superiorità della sua casta (infatti non vuole abbassarsi a sposare un borghese) .... bah!
Per il resto, carino lo scontro - incontro fra due caratteri alteri e orgogliosi quanto cocciuti ... una specie di "Orgoglio e pregiudizio" ambientato a Napoli.

Merita un accenno la copertina: il libro che possiedo ce l'ha blu tinta unita perchè non ha più la sovraccoperta. 
Poichè mi infastidisce avere libri senza copertina nel mio scaffale su Anobii, ho fatto qualche ricerca con Google ed ho trovato in particolare due foto interessanti: la prima era proprio la copertina scannerizzata, ma era chiaramente un'altra edizione, più moderna. L'altra era la foto di tre libri ammonticchiati e quello che interessava a me era messo tutto storto. Con un programmino di fotoritocco ho ritagliato la parte che mi interessava e l'ho ruotata in modo che risulti, se non diritta, almeno verticale. Eh,eh,eh! Come dico sempre: "Su Internet c'è tutto!!"


mercoledì 13 aprile 2011

Wesley il gufo, Sly, Viaggio attraverso lo specchio

Oggi inserisco la recensione di tre libri che ho letto e che non mi sono piaciuti granché.

Cominciamo con Wesley il gufo.


E' sicuramente una bella storia (vera e autobiografica) di amore fra una ragazza e il gufo che ha accolto in casa piccolissimo.
Il libro, scritto subito dopo la morte (alla veneranda età gufesca di 19 anni) di Wesley, è il racconto dettagliato della loro vita insieme, con tutte le attenzioni e la precauzioni e anche le scomodità che la protagonista ha dovuto affrontare: un gufo non è un "uccellino", non è un animale domestico, conserva tutti i suoi istinti di predatore e i suoi comportamenti "gufeschi". Dunque ho apprezzato che la ragazza abbia preservato tutto ciò, non abbia cercato di addomesticarlo ma solo di assecodarlo, instaurando un rapporto basato sul rispetto per l'animale in quanto tale.
Quello che non mi è piaciuto, invece, è il senso generale della storia: questa donna ha dedicato completamente la vita al gufo. 19 anni di completa dedizione, scelte lavorative e affettive condizionate fortemente ("chi ama me ama anche il mio gufetto"), la vita della sua stessa famiglia d'origine condizionata (la madre costretta talvolta a prendersi cura del gufo, a tirargli i topi morti, a raccogliere i cadaveri e ripulire la stanza, a sopportare le grida nel cuore della notte), la figlia che fa "accoppiare" il gufo col proprio braccio per fargli sfogare i suoi istinti ... boh, non so, mi ha lasciato un senso di paranoia e morbosità veramente fastidioso.

Poi ho letto Sly, di Banana Yoshimoto.


Non mi ha detto niente ... inizia con un dramma personale dei protagonisti, ma poi non lo sviluppa del tutto e diventa quasi un diario di viaggio in Egitto. Più che un romanzo è un racconto ... e quasi totalmente senza trama.
Non è stato malvagio da leggere ... scorre e alcune descrizioni sono molto belle ... ma direi che si può vivere benissimo senza averlo letto!

Infine Viaggio attraverso lo specchio  di Carroll


Sinceramente mi aspettavo molto, molto di meglio.
Credo di aver letto una traduzione tremenda (ho confrontato alcuni brani con altri trovati in rete) credo anche che qesto libro debba essere letto insieme a delle note a margine che lo spiegano e fanno comprendere i giochi di parole. Detto ciò, l'ho trovato proprio brutto! Assai peggio del Paese delle meraviglie. Completamente sconclusionato, dialoghi interrotti, situazioni lasciate a metà ... nonnò: la mia valutazione di questo libro è veramente pessima.

Prossimamente scriverò invece di qualche libro veramente carino che mi è capitato ... sto leggendo davvero tanto, ultimamente (infatti non ho più tempo per ricamare, sic!)

sabato 19 marzo 2011

Alice nel paese delle meraviglie e Oscar e la dama in rosa

 Un breve commento a due gioiellini di un centinaio di pagine che mi sono capitati sotto mano.

Alice nel Paese della meraviglie
 
Ebbene si, non avevo mai letto Alice nel paese delle meraviglie
Da piccola avevo visto il cartone della Disney e Alice mi era sembrata irrimediabilmente cretina ... che ci posso fare, antipatia a pelle per il personaggio. 

 
L'anno scorso però, ci fu un gran parlare in occasione del film di Tim Burton, in cui il bravissimo Johnny Depp interpretava il cappellaio matto ed anch'io fui ansiosa di andarlo a vedere, rimanendo abbastanza soddisfatta. 

 
 
Nel frattempo avevo letto qua e là stralci di dialoghi e visto alcune scene rappresentate in disegni ottocenteschi, che mi avevano incuriosito.


Finalmente, giorni fa mi è capitato sott'occhio l'eBook gratuito e mi è venuto voglia di leggerlo.
Beh, diciamo che ho rafforzato la convinzione che Alice sia una cretina... una che si tuffa di testa in un buco per seguire un coniglio .... che mangia e beve cose sconosciute ... che deve rimpicciolirsi e ingrandirsi cento volte perchè quando è grande scorda la chiave sul tavolo e quando è piccola quasi annega nelle proprie lacrime ... non sa le tabelline e si lascia dare ordini da tutti gli animali che incontra.
Però diciamo che la storia è originale, simpatica e piena di invenzioni divertenti e dialoghi strampalati che strappano più di un sorriso. Nell'insieme sono contenta di averlo letto, ho passato un paio d'ore piacevoli.

Oscar e la dama in rosa
Quest'altro libricino, che ho conosciuto per caso, lo consiglio vivamente a tutti: Oscar e la dama in rosa. Non più di cento pagine per raccontare gli ultimi giorni di vita di un bambino in ospedale, assistito dai genitori che, atterriti, non riescono a comunicare con lui con sincerità e da Nonna Rosa, un'anziana volontaria che parla al piccolo con grande rispetto e lo invita a fare un gioco. Così, nei suoi ultimi dieci giorni il piccolo Oscar vive tutta una vita, dieci anni ogni giorno, e alla sera ne fa il resoconto a Dio. 
Delicatissimo e commovente, lo paragonerei al Piccolo Principe come tipo di libro, è davvero adatto a lettori di ogni età. Nonostante l'argomento di indubbia tristezza, il libro è leggero , Oscar è simpaticissimo e regala a chi lo legge grande tranquillità.


martedì 8 marzo 2011

Chocolat

Una che si vanta di avere un'esperienza trentennale di lettrice, certe sciocchezze non dovrebbe permettersele. Voglio dire: è una delle regole fondamentali, si sa che è pericoloso ... è quasi impossibile che ti vada bene  ... non si fa.
E invece l'ho fatto e mi è pure andata bene. Mi era successo solo un'altra volta con Forrest Gump, direi che adesso non è il caso di sfidare più la sorte per un'altra decina d'anni.





Ho letto Chocolat DOPO aver visto il film (più di una volta, fra l'altro!) e mi è pure piaciuto.

Ora, vedere un film dopo aver letto il bel libro da cui è tratto può produrre due casistiche: il film  può essere o meno all'altezza del libro, probabilmente in base a quanto ricalca quello che noi ci siamo immaginati leggendo.
Anche nel caso il film fosse mal riuscito, niente getta discredito sul libro.



Il caso contrario è più subdolo.
Dopo aver visto un bel film, si scopre il libro da cui è tratto. Ohi, ohi. La tentazione è forte, ed è qui che bisognerebbe resistere.
Leggere il libro a posteriori è abbastanza sadico ai fini della gradevolezza e della gustosità dello stesso.
Il film ci ha già fatto vedere una realtà, l'abbiamo presa per buona e ci è piaciuta. Perchè  il libro piaccia, dovrà adesso non solo essere gradevolmente ben scritto, ma anche essere piuttosto aderente al film (ovvero il film deve essere stato tratto in modo coerente, senza cambiare o tagliare alcunché .. ed è difficile).
Se ciò non accade, il libro risulterà "diverso" da come ce lo aspettavamo e raramente ci folgorerà. 
Nello stesso tempo ciò getterà discredito anche sul film che, rivelandosi ben poco ancorato al testo di partenza, acquisirà quel che di "malraccontato-semiinventato-stravolto" che, personalmente, mi infastidisce parecchio.
Insomma, si è trovato il modo di essere insoddisfatti sia del libro che del film, che pure prima ci era piaciuto.



Ecco perchè penso che leggere un libro dopo aver visto il film non sia una buona idea.
Comunque, tornando al caso particolare, si dà il caso che il film tratto da Chocolat sia piuttosto diverso dal libro da cui è tratto ... quindi sembrerebbe verificarsi il caso peggiore, con libro e film incoerenti e aspettative insoddisfatte.


Invece, mio malgrado, devo ammettere che, premesso che il film mi era molto piaciuto, anche il libro mi è risultato gradito, anche se in modo diverso, perchè diverso è proprio il taglio dato al racconto.

Nel film la vicenda è stata edulcorata, ammorbidita e "sistemata" con un happy end al fine di renderla una piacevole commedia.
Il libro ha atmosfere molto più cupe, in particolare i capitoli narrati dal parroco sono più lenti e noiosi, mentre quelli narrati da Vianne sono mediamente più vivaci.



Tuttavia cattura l'attenzione del lettore, se lo culla ipnotizzandolo con interi vassoi di profumate delizie cioccolatose, lo strapazza con l'intreccio di vicende piuttosto crude ma assolutamente verosimili e lo avvince con quel pizzico di magia che si respira per tutto il tempo.

Nell'insieme è una bella storia, un affresco convincente della vita di paese, in cui ogni personaggio è tratteggiato benissimo nella sua psicologia e in cui ogni vicenda personale si innesta nel tessuto della piccola comunità.



lunedì 28 febbraio 2011

L'oro dell'inca e La tredicesima storia

Aggiungo le recensioni di altri due libri che ho letto recentemente.

L'oro dell'Inca
"L'oro dell'Inca" fa parte della saga di Clive Cussler in cui il protagonista è Dirk Pitt e, a detta delle recensioni che ho letto, è uno dei suoi libri migliori.
Premetto che i libri di avventura non sono il mio genere preferito e non ne ho letti molti, quindi non posso fare grandi confronti: la mia valutazione è a pelle, così come ho percepito il libro mentre lo leggevo. 
Sinceramente l'ho trovato ... esagerato. 
Dirk Pitt è al limite del supereroe, compie con facilità imprese mirabolanti, come percorrere 100 Km facendosi portare da un gommone sgonfio e ingovernabile lungo un torrente sotterraneo con tanto di rapide, scogli, cascate e lunghi tratti dove il soffitto della grotta sfiora l'acqua e quindi bisogna immergersi.
Per il resto, l'impianto della storia è almeno credibile e la lettura è molto scorrevole ... ma mi è rimasto un senso di irrealtà e stucchevolezza. 
Leggibile e godibile, in mancanza di meglio, ma non lo comprerei apposta, ecco.

Poi ho letto 

La tredicesima storia

"La tredicesima storia", di cui avevo visto recensioni lusinghiere. 
In effetti mantiene tutte le promesse: è una bella storia, che affonda le radici in un passato misterioso e affascinante. Una vecchia casa cadente, personaggi inquietanti, rumori nella notte, un segreto da scoprire... e la nebbia nella brughiera, l'inverno in campagna, cioccolata calda e una storia da raccontare.
Mi è piaciuto molto, consigliato da leggere nei pomeriggi  invernali, sul divano, con sottofondo di fusa feline e  con una tazza di tè fumante.



venerdì 18 febbraio 2011

La biblioteca dei libri proibiti e Il ritratto di Dorian Gray

E' un po' che non riporto le mie recensioni da Anobii (grande sito, mi sta prendendo tantissimo e ho quasi finito di caricare i miei libri ... ehm ...quasi!), sono rimasta indietro.

Stasera lascio un commento su 
La biblioteca dei libri proibiti

ovvero, come sprecare un'ottima costruzione con un finale zoppicante. Grande, grandissima delusione. Ero veramente incuriosita dal titolo, dall' immagine in copertina, dalla presentazione, dalle recensioni in quarta di copertina ... e il libro per i suoi 3/4 mantiene tutte le promesse: Ambientazione giallo-gotica, mistero, ritmo, suspance e una scioltezza di linguaggio spettacolare (veramente, si legge tutto d'un fiato). Se non che le ultime 30 pagine rovinano tutto, annientando una costruzione fino ad allora ineccepibile.

Il finale è affrettato e tagliato con l'accetta, non è affatto chiaro, lasciando al lettore mille interpretazioni sull'identità e la psicologia di diversi personaggi, per non parlare della sanità mentale della protagonista
Per dirla con le parole di un'utente di Anobii:: mentre si legge non si capisce dove l'autore voglia andare a parare, quando si è finito di leggere si capisce ch enon lo sapeva nemmeno lui!!!

Successivamente, ho letto "Il ritratto di Dorian Gray",

Il ritratto di Dorian Gray
di cui peraltro avevo visto il recente film che mi era piaciuto parecchio. Il libro, invece, l'ho trovato indigesto. E pensare che Oscar Wilde ce l'ho simpatico! I suoi aforismi sono alquato arguti ... ma la narrazione è pesantissima. Avevo iniziato il libro con grande slancio ed ho man mano rallentato perchè diventava pesante, tremendamente prolisso. Decisamente i drammi picologici non fanno per me!!! Pazienza.

 A presto con un altro paio di libri!

giovedì 30 dicembre 2010

Uova di Matrigna e Simon's cat

Oggi tocca a due volumetti che sono stati due regalini di Natale:



Uova di Matrigna me lo sono in realtà regalato da sola. Era un po' che lo puntavo e ho deciso che infine  era arrivato il momento di averlo. E' composto da tante brevi "situazioni", un po' come se ogni capitolo fosse un post di un blog. Non c'è una storia, ma solo spunti di riflessione sulla vita di una donna che ha  " un marito di seconda mano ma con prole fresca di giornata". Una vita da matrigna, insomma, raccontata con ironia ma mai con distacco, anzi, si sente benissimo che le situazioni sono vissute in prima persona ed è facile ritrovarcisi, se si ha esperienza di famiglie allargate. E' davvero simpatico, lo consiglio, anche se il prezzo di 8 Euro mi sembra un po' eccessivo per le poche pagine del libercolo.
Ah, mi sono sempre chiesta cosa c'entrassero le uova (tornano anche nel sottotitolo "Storie di cavoli amari e uova strapazzate") ... c'entrano, c'entrano!!!

Il secondo volumetto me lo ha regalato il maritino



Ih,ih,ih!!! Ecco il gattino più simpatico del web, nonché concentrato di vizi e virtù di tutti i gatti del mondo.
Per scoprire cosa fa davvero il vostro gatto quando sparisce di casa .... Carinissimo.



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